A Mountain View si danno molto da fare per i servizi a valore aggiunto. Da poco Google ha reso disponibile la Chat Audio/Video integrata nel browser, che estende le funzionalità della Chat già presente in Gmail, che di fatto rappresente un thin client completo.
Il protocollo di comunicazione è XMPP, lo standard per lo scambio di dati real-time è RTP (Real Time Transport Protocol), lo standard per la codifica audio/video è H.264.
In Firefox e Google Chrome viene installato un plugin, visibile come nei Componenti Aggiuntivi/Plugin come Google Talk Plugin (Google Talk NPAPI Plugin).
La Gecko NPAPI è l'interfaccia per la scrittura, la registrazione e l'utilizzo dell'architettura a plugin di Gecko il layout rendering engine di Mozilla Firefox.
La chat audio/video non supporta la modalità conference, come su client standalone quali iChat e Skype, ma grazie all'integrazione del servizio nel proprio client email, all'interfaccia minimalista, alla non invasività delle Chat stessa i Gmail (il chè non è un fattore secondario nell'utilizzo del servizio), e alla fluidità complessiva dell'immagine, qeusta prima release risulta molto user-friendly e fruibile nel complesso.
Gmail, sebbene ancora in versione beta, supportato dal Google App Engine, e ora da Chrome, quest'ultimo basato su Chromium, si configura come un vero e proprio thin-client general purpose. Di fatto l'App Engine permette lo sviluppo di applicazioni thin web based, preconfigurando la possibilità di una Google OS, del tutto basato su App Engine.
Vedremo cosa in futuro gli ingegneri di Mountain View tireranno fuori dal cappello.
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Dopo innumerevoli peripezie, il robusto MacOS X 10.4 Tiger ora pulsa nel PowerPc@466MHz del mio piccolo iBook G3 Special Edition Lime.
Per permettere alla tigre di liberarsi, ho dovuto sostituire il tosto HDD Toshiba da 10GB (che ora è in un case esterno di alluminio Iomega) con un più rabbioso HDD Hitachi Travelstar 5K160 da 120GB@5400RPM e tempi di accesso medi di 11msec.
Il piccolo iBook, racchiuso nel suo guscio plasticoso, mi ha dato filo da torcere e ha richiesto l'utilizzo di un cacciavite di precisione Torx T8 e cacciavite di precisione Phillips 00 per rimuovere le piccole viti che lo tenevano insieme.
La rimozione della scudo di alluminio è stata resa complicata dai numerosi punti di ancoraggio, dagli incastri, i cablaggi delicati.
Alla fine, dopo circa 1h, dopo aver rimosso la scheda Ethernet e le protezioni di alluminio, il piccolo processore IBM PowerPC 750 pulsante alla frequenza di "soli" 466MHz si è rivelato.
Ora il fiammante Hitachi Travelstar è pronto per dare nuova linfa al piccolo Lime, il cui MacOS X 10.3 Panther arrancava e dava segni di stanchezza. Così dopo aver rimosso le barre di sostegno per l'HDD dalla motherboard, procedo senza indugio alla sostituzione del Toshiba, claudicante da un pezzo.
La tigre è affamata di risorse, perciò le do in pasto una Kingston SO-DIMM 512MB @333MHz, che permetterà ad Aqua di graffiare a dovere il piccolo TFT 800x600 a 16M di colori e soli 8MB di VRAM.
Non resta che consentire alla tigre di spostarsi liberamente in giro, perciò le innesto una Apple Airport 802.11b, che verrà riconosciuta immediatamente dal sistema.
E così, dopo aver richiuso la conchiglia, rimesso tutte le viti, i cavi, tastiera, e batteria, non resta che inserire il DVD della tigre, riavviare e premere 'C', l'iBook e Tiger faranno il resto.
Dopo la formattazione HFS+ Case-Sensitive Journaled in una sola partizione da 111GB, e circa 20 minuti di attesa, necessari al sistema per la copia di tutti i file di installazione, la tigre campeggia sul piccolo Lime, ed è pronta a ruggire.