La Fisica delle Particelle sembra essere giunta ad un punto di svolta. Al CERN di Ginevra, a breve entrerà in funzione l'LHC (Large Hadron Collider) o Grande Collisore di Adroni.
Due fasci di protoni, accelerati in direzione opposta percorreranno 27 Km prima di entrare in collisione liberando una energia nel centro di massa pari a 14 TeV (1 TeraElettronvolt è pari a 1.60217646 × 10-7 joules). Si stima che questa energia, mai ottenuta in precedenza in esperimenti di collisione di particelle, sia assimilabile a quella sviluppata ad un tempo di un milionesimo di milionesimo di secondi dopo il Big Bang! Il fascio di protoni sarà guidato da circa 1200 dipoli magnetici superconduttori (ricostruzione digitale in alto), alla temperatura di -272 gradi Celsius. Il numero di collisioni sarà elevatissimo. Circa venti particelle ogni venticinque nanosecondi. Ovvero, ogni secondo avverranno fino ad un miliardo di collisioni, catturate da rilevatori atti a individuare differenti tipologie di particelle.
I rivelatori (a sinistra) ATLAS E CMS, avranno l'onore di scovare la particella di Dio, il bosone di Higgs e le relative controparti supersimmetriche (Susy) [1], particelle sufficientemente pesanti per essere le probabili candidate costituenti la materia oscura, che rappresenta ben il 94% della materia non visibile nell'Universo, di cui solo il restante 6% è costituito da materia ordinaria. Il rivelatore LHCb studierà le differenze tra materia e antimateria. ALICE si occuperà di studiare lo stato della materia nei primi istanti dopo il Bing Bang.
In questo splendido articolo sul Corriere della Sera (Fisica, l'ora della rivoluzione) il premio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia [2 ] ci spiega le ragioni del perchè la Fisica delle Particelle è giunta ad un punto di svolta con il completamento e la prossima attivazione dell'LHC, e del perché la ricerca in Italia non può e non deve rimanere indietro.
LP
Note.
[1] Secondo le teorie supersimmetriche, ad ogni particella ordinaria corrisponde una controparte, così al bosone di Higgs, corrisponde l'Higgsino, al quark, l's-quark, etc.
[2] Il fisico italiano Carlo Rubbia ha scoperto le particelle responsabili dell'interazione debole (i bosoni W+, W- e Z°), nonché conferma della unificazione di questa con la forza elettromagnetica, nella forza elettrodebole. Per queste ricerche è stato insignito del premio Nobel per la Fisica nel 1984.
Links.
Fisica l'ora della rivoluzione di Carlo Rubbia, Corriere della Sera, 5 gennaio 2008,
CERN, LHC - The Large Hadron Collider, lhc.web.cern.ch/lhc/
Wikipedia, LHC, en.wikipedia.org/wiki/Large_Hadron_Collider
Wikipedia, Carlo Rubbia, it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Rubbia