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giovedì, 06 marzo 2008
One Laptop Per Child?

Un noto produttore di notebook, sta per mettere sul mercato la nuova versione del proprio subnotebook, l'Eee PC. Un prodotto interessante, non c'è che dire. Disco fisso a stato solido (ssd), Sistema Operativo GNU Linux (no Microsoft Windows Mobile o Embedded), connessioni Wireless integrate, peso davvero contenuto e lunga durata delle batterie. Inoltre prezzo alla portata di tutti, o quasi (sui 300$).

Ma c'è qualcosa che non mi torna, qualcosa che mi fa riflettere. Vedo il subnotebook pubblicizzato con  bambini che vi giocano divertendosi. E penso. Penso che forse non era necessario questo pc, piccolo gadget per la borghesia viziata. Ne abbiamo davvero bisogno? Quale è lo scopo?

Vogliamo insegnare ai bambini ad usare il computer? Esiste il LOGO, che potrebbe essere insegnato alle Elementari. Ma non serve un altro notebook per questo.
Vogliamo investire in nuove tecnologie, che consentano di produrre hardware a basso costo? C'è chi lo fa già e per scopi ben lontani dal lucro, e ben più nobili.

La OLPC ha prodotto il proprio subnotebook. Ma l'OX non lo troverete in commercio, non lo troverete spiattellato sulle riviste di informatica o sui settimanali a fine rivista tra i gadget per fricchettoni rimbecilliti. No, non lo troverete tra i vari tablet pc, mediacenter, e amenità del genere. Non potrete acquistarlo nella folle spesa del fine settimana nel mega-maxi-store di turno. Lui sta lì dove serve, dove è necessario. Sta lì per portare un messaggio. Che a volte, si può fare (http://laptop.org/en/vision/index.shtml). Che a volte ci sono persone che fanno qualcosa di utile (http://laptop.org/en/vision/people/), per chi ne ha davvero bisogno (http://laptop.org/en/children/).
Ecco cosa.


LP


Links:
OLPC - XO
Wikipedia - Subnotebook
Wikipedia - SSD, Solid State Drive
Wikipedia - LOGO

Postato da: loretoparisi a 22:33 | permalink | commenti (3) | commenti (3) (popup)
logo, olpc, subnotebook, olpc ox


Commenti
#1   06 Marzo 2008 - 22:47
 
Vogliamo insegnare ai bambini a usare il computer? Forse il problema è che la nostra generazione ha imparato a fare "a mano", in un approccio bottom-up, quello che ora fanno applicazioni e GUI, infatti oggi il sistema di apprendimento è top-down (e se non è da ingegnere questa...).
Per quanto riguarda il subnotebook da pubblicità MasterCard...temo che sia solo la -per ora- più recente tra cose che andranno a rintronare le prossime generazioni. E anche un po' quelle attuali.
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#2   23 Marzo 2008 - 18:59
 
Secondo me tutta questa tecnonlogia data già ai bambini piccoli è inevitable, ma purtroppo non necessaria.
Cresceranno bambini incapaci totalmente di fare 2+2 o le divisioni a due cifre, perché saranno sempre assistiti da un calcolatore che lavorerà meglio e più velocelente di loro... E' un mondo brutto, quello che ci aspetta. Basato su cose che si suppone facciano il lavoro meglio di noi, ma che in definitiva non sono che fallaci almeno quanto noi.
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#3   24 Marzo 2008 - 20:05
 
@SteelRain: E' vero, appartengo anche io alla generazione del 'modello carta e penna' per usare un eufemismo ingegneristico. Tuttavia non è sempre necessario avere conoscenza del tutto, ergo a volte è sufficiente sapere il cosa non il come. Per chi poi come me è curioso, può sempre entrare nella Blackbox e vedere come funziona, ma questo non è un caso particolare ;)


@stefko: Non sono d'accordo. La tecnologia è parte integrante della nostra conoscenza. La tecnologia non va a sostituire l'uomo nella misura in cui l'uomo stesso non decida che questo avvenga.

Il computer non è che un mezzo, attraverso il quale reperire e/o generare informazioni. Insegnare ai bambini il corretto utilizzo di questo strumento credo sia importante.

Con il LOGO si cercava di insegnare ai bambini una prima forma interazione uomo-macchina (HCI) che fosse guidata dai primi, non dalla macchina, la cui finalità era l'apprendimento.

E' tuttavia importante che tale processo sia guidato e studiato dal punto di vista didattico e pedagogico, e io credo che l'XO dell'OLPC sia la prima forma di HCI su larga scala, dopo la tartarughina del LOGO.

LP

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